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La preghiera del Papa per il Venezuela. Referendum contro la Costituente

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Oggi il Papa all’Angelus ha rivolto nuovamente il suo pensiero al Venezuela. Salutando la comunità cattolica venezuelana in Italia ha rinnovato ancora una volta la sua preghiera per questo “amato Paese”. La preghiera di Francesco arriva in una giornata cruciale per il Venezuela: si svolge infatti questa domenica il referendum popolare promosso dall’opposizione per dire no all’Assemblea costituente voluta dal presidente Maduro. I vescovi del Paese sostengono l’iniziativa, che non è riconosciuta dalle autorità, per contrastare – affermano – il tentativo di instaurare una dittatura militare marxista. Intanto, la crisi umanitaria si aggrava sempre di più. La Caritas italiana ha pubblicato un rapporto intitolato “Inascoltati, un popolo allo stremo chiede i suoi diritti fondamentali”. Sono oltre 11.000 i bambini morti nel 2016 per mancanza di medicinali e la mortalità materna è aumentata quasi del 70%. Di fronte alla crisi alimentare, sanitaria e di sicurezza, anche la Conferenza Episcopale Italiana ha voluto offrire un contributo di 500 mila euro. Lo spiega Paolo Beccegato, vicedirettore di Caritas italiana, al microfono di Fabio Colagrande:

R. – In Venezuela c’è stato in quest’ultimo periodo un ulteriore aggravamento, una crescita, della povertà assoluta che ha raggiunto il 52 percento della popolazione. Questo grido di sofferenza sociale, l’aumento della povertà estrema in un Paese già in una situazione difficile, l’aumento della denutrizione infantile – che colpisce ormai un bambino su quattro, secondo le statistiche di Caritas Venezuela impegnata a incontrare queste persone quotidianamente – l’aumento di tutto ciò che riguarda la difficoltà nei servizi per la salute – quindi mortalità materna per parto, mortalità infantile, tutto ciò che riguarda l’accesso alla salute a livello di base -, tutti questi indicatori dicono un fatto gravissimo: un popolo in estrema sofferenza, un popolo che grida questa sofferenza che però, come abbiamo titolato in questo breve dossier, è inascoltato, perché sostanzialmente non si vuole riconoscere il momento di grandissima difficoltà di un intero Paese. Quindi, aldilà delle valutazioni strettamente politiche, qui c’è – come dice la Conferenza episcopale venezuelana – da aprire canali umanitari. Ormai è un problema di emergenza complessa a livello umanitario, a livello internazionale, ed è quanto mai necessario un dialogo pacifico per trovare una soluzione a questo problema. Questo è quello che chiede la Conferenza episcopale locale e noi facciamo eco a questa richiesta.

D. – I vescovi del Venezuela hanno parlato di un regime che attua una repressione inumana. Con Caritas italiana, grazie alla Cei e ai fondi dell’otto per mille avete potuto usufruire di 500 mila euro a sostegno dei vostri interventi …

R. – Sì, Caritas Venezuela complessivamente sta mettendo in campo un’azione di quasi due milioni di euro. Noi stiamo contribuendo a quest’azione con 600mila euro e la disponibilità di 500mila di questi è stata appena confermata dalla Conferenza episcopale italiana attraverso i fondi dell’otto per mille che contribuiranno dunque in modo significativo a questi progetti. Questa è un’ottima notizia per dare ossigeno a quest’azione concreta di solidarietà che la Chiesa venezuelana, attraverso la sua Caritas, sta mettendo in atto.

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