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Madonna del Carmelo. Il Papa: Maria ci aiuti a purificare il cuore

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Nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa della Madonna del Carmelo, il Papa all’Angelus ha elevato la sua preghiera a Maria, “insuperabile nell’accogliere la Parola di Dio e nel metterla in pratica”, perché “ci aiuti a purificare il cuore e a custodirvi la presenza del Signore”. Quindi ha salutato le suore e i frati carmelitani auspicando “che possano continuare decisamente sulla strada della contemplazione”Questa festa è stata istituita per ricordare l’apparizione mariana all’allora generale dell’Ordine carmelitano, l’inglese Simone Stock, il 16 Luglio 1251, sul Monte Carmelo in Galilea. Mentre pregava per i Carmelitani, San Simone ricevette uno scapolare, detto “Abitino”, e la rivelazione di numerosi privilegi legati alla sua devozione. Giulia Bedini ne ha parlato con padre Giovanni Grosso, priore provinciale dell’Ordine dei Carmelitani:

R. – La festa nasce come un momento di ringraziamento per tutti i benefici ricevuti dall’Ordine carmelitano, per intercessione della Vergine. A questa festa sono stati legati vari altri aspetti: principalmente, il dono dello Scapolare, come riassunto di ciò che Maria promette ai suoi devoti. È una festa molto sentita un po’ in tutto il mondo: ci sono tantissimi luoghi dove i Carmelitani non sono mai stati presenti ma, attraverso la predicazione, la presenza di confraternite, di gruppi terziari o di altre forma associative, si è diffusa poi la devozione e, oggi, viene ricordata anche lì la Madonna del Carmine.

D. – Come diceva lei, è una devozione mariana molto diffusa oggi e ci guida verso uno speciale rapporto con Dio…

R. – Porta con sé, naturalmente, un approfondimento della vita spirituale e, quindi, anche della vita di ricerca del volto di Dio, di attenzione al Signore soprattutto attraverso la preghiera. Nella spiritualità carmelitana la preghiera è una parte essenziale, molto forte, e a questa si aggiungono poi l’impegno nei confronti degli altri, quindi l’attenzione ai fratelli e alle sorelle nella carità, in primo luogo nella comunità stessa, fino ad arrivare a tutti coloro con i quali si entra in contatto.

D. – Un segno legato a tale tradizione è, appunto, quello dello Scapolare: come mai oggi è così diffuso?

R. – È un segno di appartenenza, di appartenenza a Maria, alla Chiesa, alla famiglia carmelitana, e un segno e un memoriale del nostro impegno di vita cristiana e battesimale. Legati a questo segno ci alcuni aspetti specifici che riguardano la preghiera, soprattutto la preghiera quotidiana, e la penitenza, l’offerta di sé, soprattutto nella vita di carità, vissuta come condivisione e attenzione ai bisogni di ciascuno.

D. – Cosa dobbiamo imparare, oggi, dalla Madonna del Carmelo in questo particolare momento storico e culturale così difficile?

R. – Maria ci insegna a tornare, continuamente, alla parola di Dio, al Vangelo. Ci insegna a seguire Gesù concretamente, nella quotidianità, nella semplicità delle cose di tutti i giorni. Questo significa anche vivere con pienezza, con piena responsabilità, quelle che sono le domande, le esigenze e le problematiche del nostro tempo, cercando, con intelligenza e anche con fantasia, le risposte adeguate ai tanti problemi che dobbiamo affrontare. Maria è la donna semplice, umile, che mette tutta la propria vita e le proprie capacità nella mani di Dio, perché Lui possa compiere il suo progetto di salvezza per lei stessa e per tutti gli altri. 

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