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Russia: milioni di fedeli per la reliquia di San Nicola

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Code chilometriche registrate in Russia per una reliquia di San Nicola, che da Bari è stata portata prima a Mosca per poi essere trasferita a San Pietroburgo. Si tratta della prima volta, dopo circa mille anni dall’arrivo a Bari, che il santo più amato del capoluogo pugliese, le cui reliquie furono qui traslate da Myra, nell’attuale Turchia, approda in territorio russo. I fedeli attendono anche nove ore in coda per riuscire a baciare la reliquia, una costola sinistra del santo, testimoniando l’importanza di un evento dal valore storico. Valentina Maresca ne ha parlato con il padre domenicano Hyacinthe Destivelle, responsabile della sezione orientale del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani:

R. – Il trasferimento di una reliquia di san Nicola è frutto dell’incontro storico tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill avvenuto a Cuba nel febbraio dello scorso anno. A seguito di questo incontro si è cercato di fare un gesto simbolico che coinvolgesse il popolo di Dio e non solo i capi delle Chiese o gli specialisti dell’ecumenismo. San Nicola è uno dei santi più venerati in Russia: un terzo delle chiese è sotto il suo patrocino; in ogni famiglia ortodossa c’è un’icona di san Nicola. Così, è nata l’idea di prestare una parte delle sue reliquie custodite da 930 anni a Bari: la reliquia è stata portata il 21 maggio ed è stata venerata già da oltre due milioni di fedeli. Si può quindi parlare veramente di un evento storico tra le nostre Chiese.

D. – Per quali motivi san Nicola conosce un culto di queste proporzioni a Bari come in tutta la Russia? Ci sono delle caratteristiche simili tra i due popoli nel modo di vivere la spiritualità?

R. – San Nicola è uno dei santi più venerati ed amati al mondo, probabilmente perché i fedeli hanno fatto l’esperienza dell’efficacia delle loro preghiere, sentendolo sempre più vicino. Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa: come difensore dei deboli, di coloro che subiscono ingiustizie, protettore delle fanciulle, dei marinai, dei bambini e non solo. Inoltre, San Nicola è un ponte tra Oriente ed Occidente e, per questo, è un intercessore per l‘unità dei cristiani.

D. – Questo evento rappresenta un momento di grande ecumenismo tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa. Quanto può contribuire all’arricchimento del dialogo tra le due Chiese cristiane?

R. – Il trasferimento della reliquia di San Nicola fa parte dell’ecumenismo dei santi, dell’ecumenismo spirituale che si fonda su un patrimonio di santità comune del primo millennio, all’epoca della Chiesa indivisa. Tale patrimonio di santità non è solo storico: ancora oggi, infatti, nelle nostre chiese un gran numero di cristiani dà la propria vita per Cristo, rappresentando un pegno di unità.

D. – Data la più che positiva risposta avuta, pensate che in un futuro vicino sarà possibile rinnovare questa iniziativa?

R. – Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, insieme all’arcivescovo di Bari, Francesco Cacucci, il 26 luglio si recheranno a San Pietroburgo per riprendere questa reliquia. Sicuramente ci saranno altre occasioni per rinnovare l’esperienza con reliquie oppure oggetti santi provenienti dalla Chiesa russa: questo fa parte dello scambio dei doni, un cammino privilegiato per l’unità dei cristiani.

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